News
> Community
>
Ipse scripsit
> Interviste
> Speciali
> Totem
> Holden
> Opere
»
Senza
Sangue
» City
» Seta
» Novecento
» Oceano Mare
» Castelli di Rabbia
» Altre opere
» Articoli vari...
> Bio e Bibliografia
___
> E-mail
> Cerca nel sito
>
Link
> Mappa
> Disclaimer
> Ringraziamenti
> Su questo sito...
|
|
Dopo
l'esperienza del City Reading Project
dell'autunno 2002, ospitato nell'ambito del Roma
Europa Festival, Baricco sta lavorando ad un progetto di
reading integrale dell'Iliade - 'Il
racconto dell'Iliade'
- con prima assoluta il 21 Settembre 2003 presso l'Accademia di Francia a Roma,
Piazzale di Villa Medici.
Qui l'articolo apparso su La Repubblica il
23/9/03, dopo la prima.
Di seguito riportiamo la scheda di Baricco sul reading
dell'Iliade, tratta dal sito
del Romaeuropa Festival
e
il link ai contributi multimediali (audio e video) ospitati sullo
stesso sito.
Tutte le informazioni sulla tournée del reading dell'Iliade sono
disponibili su
http://www.raccontodelliliade.it
Il
racconto dell'Iliade
L'idea sarebbe quella di leggere in pubblico l'Iliade. Una lettura fluviale e collettiva. Leggerla al pubblico di oggi non può che significare, in qualche modo, riscriverla. Ho pensato che fosse un'avventura da tentare: ritradurre l'Iliade, adattandola alle necessità di un lettura pubblica.
Accorciarla, sicuramente. Svecchiare l'italiano. Forse limitare al minimo necessario la parte sovrannaturale, riportando il tutto all'emozione di un puro racconto di guerra.
Mi ha sempre affascinato il lavoro di chi, nell'800, si metteva a tradurre tutta l'Iliade in versi poetici. Era un Tempo, una cultura, che rivendicava la propria Iliade: contro ogni logica, e in omaggio semplicemente al proprio gusto e alle proprie convenzioni linguistiche. Ho pensato che anche noi dovremmo imparare quella spudoratezza nel pretendere la nostra Iliade. Un Iliade per noi.
Quanto alle tecniche per leggerla, continuerò nella direzione che a poco a poco ho cercato di costruire, prima con Totem, poi con il City Reading Project. Credo che alla fine tutto si tradurrà in una decina di monologhi,
da un paio d'ore l'uno. Ma in realtà, non so.
Il lavoro inizierà il 21 settembre, con una lettura piuttosto clandestina delle prime pagine. Andrà avanti per un anno, con ogni mese qualche sortita per ascoltare le pagine preparate nel frattempo. E nel settembre 2004, per il Festival, faremo la lettura totale.
Questo sarebbe il piano. Poi, chissà...
Alessandro Baricco
|
Una personale lettura del poema omerico, usato come spunto per canovacci teatrali
Baricco: racconto un´Iliade da cui sono spariti gli dei
Alla conclusione del lavoro, tra un anno, tre giornate di 4-5 ore di lettura per dieci attori
di Rodolfo di Giammarco
La Repubblica, 23/09/2003
ROMA - L'Iliade come una sceneggiatura, come spunto per canovacci teatrali, o come racconto d'inverno per collaudi pubblici, o come parabola no stop finale per una grande platea. Seduto su una sedia di velluto, munito di fogli sparsi da leggere, illuminato da un lume a stelo da camera e da qualche riflettore, Alessandro Baricco ha varato nel giardino di Villa Medici, per Romaeuropa Festival2003, il cantiere del suo Racconto dell'Iliade. "Suo" in quanto il poema omerico di 28 secoli fa è stato e sarà da lui riscritto dopo i dovuti tagli, l'eliminazione di tutti gli dèi ("un intervento aggressivo, come togliere il sangue a Dracula e le donne a Don Giovanni, a danno della grecità e a vantaggio della contemporaneità"), con uso di narrazioni soggettive attribuite di volta in volta a un personaggio, e con aggiunta di un 1% di commento-raccordo. Annunciando fra un anno tre giornate ognuna di 4-5 ore di lettura sua e d'una decina d'attori, è lo stesso Baricco a sostenere da solo il primo reading, lasciando parlare per bocca propria Criseide sui fatti del primo canto, Agamennone sulle controversie del secondo, ed Elena sulle sfide del terzo.
Se è vero che la poesia eroica ed epica è frutto anche della tradizione orale, quello che sentiamo è davvero un'umanizzazione, è una serie romanzesca e avventurosa di primi piani, è il remoto sentimento di guerra d'un clan che combatte Troia senza vere spinte tranne il formale spirito di vendetta del casato più ricco. Col suo esprimersi iper-realistico e calmo, Baricco smaschera la cauta soggezione al bellicismo di nomi altisonanti, attenua pure il maschilismo, rafforza certi retroscena del desiderio. Si scusa per l'imprestare lui la voce a due figure femminili. E dopo una colta musica western di Giovanni Sollima comincia illustrando l'Iliade dalla parte di Criseide, donna-bottino che Agamennone è costretto a restituire (con qualche malinconia di lei) al maltrattato padre Crise dopo la denuncia dell'indovino Calcante, pretendendo in compenso Briseide, schiava di Achille che proverbialmente s'adira. E quanto. Apostrofa Agamennone con epiteti come "bastardo" e "faccia di cane". Poi, dopo una dissolvenza di percussioni, si procede col fitto resoconto di Agamennone attorno alle trame per passare all'attacco. Ed è il punto di vista di Elena a completare questa prima tranche di Iliade, di lei che tesse su tela gli scontri tra Achei e Troiani, e fra lo sposo Menelao e il suo rapitore, il bel Paride. Con un filo sornione di voce Baricco descrive come la donna, malgrado la vigliaccheria di Paride, ne apprezzi imperterrita l'avvenenza. Per un'Iliade in cui i corpi contano più degli animi gagliardi.
|
|
| |
|
|