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AB, reading dell'Iliade 2004Dopo l'esperienza del City Reading Project dell'autunno 2002, e il primo 'Il racconto dell'Iliade' che esordì il 21 Settembre 2003 presso l'Accademia di Francia a Roma,
Baricco si propone di realizzare finalmente il suo progetto di rilettura integrale dell'Iliade, in tre serate a Roma e a Torino.

Alessandro Baricco ha riscoperto e riletto l’Iliade, si è lasciato incantare dalla sue storie e dalla loro intramontabile potenza e ha pensato di riscriverle.
È iniziato così un intenso progetto di rielaborazione e rigenerazione che è andato al cuore del poema omerico, ne ha distillato l’anima arcaica, nella componente più problematicamente umana, traducendola in un linguaggio più vicino ai lettori e ascoltatori di oggi. Un viaggio nel viaggio degli Achei, che ha recuperato la dimensione della lettura ad alta voce, quella dimensione di oralità che era la cifra della poesia antica, per incantare – nel vero senso della parola – il pubblico delle città italiane che ha toccato nel suo percorso.
In tre serate verranno lette 21 parti (sette per ogni reading): a Baricco si alterneranno dodici lettori, accompagnati dalle creazioni musicali composte da Giovanni Sollima.
Di seguito le prime date (tutte le informazioni sulla tournée del reading integrale dell'Iliade sono disponibili su http://www.raccontodelliliade.it):
 

Roma - 24, 25 e 26 Settembre 2004:
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, Sala Santa Cecilia
www.musicaperroma.it
> lettura integrale in prima assoluta al Romaeuropa Festival 2004


Attenzione: le tre serate romane saranno trasmessa su RADIO3 SUITE a partire dalle ore 20 in diretta dal Parco della Musica in Roma.

Torino
- 1, 2 e 3 ottobre 2004
Auditorium Giovanni Agnelli - Lingotto
> lettura integrale dell'opera a Settembre Musica 2004

L'articolo di Baricco pubblicato su La Repubblica del 14 settembre 2004:
Rileggere l'Iliade ai tempi della guerra e le recensioni di RomaOne e del Corriere della Sera.

La Scheda del libro "Omero, Iliade" pubblicata da Baricco  e lo speciale sul sito Feltrinelli.

Di seguito riportiamo i link relativi alla prima scheda di Baricco sul reading dell'Iliade (2003), tratta dal sito del Romaeuropa Festival e ai contributi multimediali (audio e video) ospitati sullo stesso sito.

Alessandro Baricco: "La mia Iliade senza Dei"
di Simona Rubeis
RomaOne

Lo scrittore torinese sarà impegnato per tre serate in un reading della durata complessiva di circa 12 ore. Lo spettacolo, che verrà presentato all'Auditorium - Parco della Musica dal 24 al 26 settembre, è parte della rassegna Roma Europa Festival

L'idea originale era quella di leggere il testo dalla mattina alla sera, finché la luce lo avrebbe permesso. Tutt'intorno al narratore, un insieme di persone pronte a fermarsi, e ad ascoltare. Puramente e semplicemente. Così come accadeva in passato, nell'antichità.
Poi il sogno di realizzare un reading dell'Iliade ha preso la forma attuale, quella che verrà sviluppata all'Auditorium lungo un itinerario articolato in tre serate, dal 24 al 26 settembre, per un totale di dodici ore. Sarà una specie di maratona, precisa Alessandro Baricco, curatore del progetto che verrà proposto nel contesto della rassegna Roma Europa Festival.
"Nel mio adattamento il testo verrà accorciato e reso accessibile per il pubblico che lo ascolta - ha precisato lo scrittore -. Resta comunque una lunga camminata nella storia. Cercheremo di renderla più bella possibile, ma non possiamo accorciarla di tanti chilometri". Questa Iliade è un lavoro accurato sulla parola, precisa ancora l'autore di Novecento, dove un ruolo importante viene attribuito anche alla musica che non poteva essere "ruffiana, ma neanche rinunciataria". Forse l'impalcatura musicale di Giovanni Sollima potrebbe essere considerata una sorta di "installazione sonora". "Spero così di dare parola a una cosa molto piccola: una voce che trasmette un testo".
Convinto dell'erosione del valore delle cose in seguito alla eccessiva ripetizione, l'idea di Baricco sin dall'origine era quella di non proporre il lavoro un numero eccessivo di volte. Ma anche l'esibizione in singola serata avrebbe avuto il sapore di un unicum troppo snob.
Ma fra le tante opere tramandateci dall'antichità, perché proprio l'Iliade? "Perché è un grande Totem. E poi è quella che piace di più a me, quella meno conosciuta dalla gente, più da riscorprire". "In questo anno in cui mi sono messo a lavorare, nel mondo sono accadute tante cose - ha proseguito -. Quando parli di guerra ed intorno vedi la guerra, ti vengono in mente molte idee. Leggere oggi questo testo assume alcune un senso di lezione". Lo considera allora un monito contro la guerra? "A me sembra evidente che sia così".
In alternanza, nei tre reading ci saranno Stefano Benni, Caterina Deregibus, Michele di Mauro, Mariella Fabbris, Pierfrancesco Favino, Carolina Felline, Simone Gandolfo, Elio Germano, Edoardo Nesi, Paolo Rossi, Fabrizia Sacchi, Sandro Veronesi. Fra le operazioni che Baricco ha dovuto compiere per ricondurre la lettura ad una durata ragionevole, l'eliminazione delle ripetizioni presenti nel testo, che hanno consentito di dare alla struttura una fisionomia essenziale. Elemento di novità, il taglio di tutte le apparizioni degli dei, mantenendo inalterata la linearità della narrazione.
La lettura dell'epoea omerica, precisa l'ideatore del progetto, è stata realizzata pensando molto al luogo in cui verrà proposta. Proprio per questo potrebbe essere difficile portare il lavoro in altri teatri del paese. Ma visto che le sfide piacciono molto a Monique Veaute, direttore generale e artistico della Fondazione Roma Europa, è possibile dare per certo che una tournèe ci sarà. È ancora presto per dire quali saranno le tappe. Di certo, al momento, si sa solamente che dopo la tappa romana l'Iliade sarà proposto al Lingotto di Torino, dal 1° al 3 ottobre.

 
La guerra di Troia portata in scena all’Auditorium
Lauretta Colonnelli
Corriere della Sera

«Chiediamo sempre agli artisti qual è il sogno che non hanno ancora realizzato. Non è detto che noi riusciamo a farlo. Comunque ci proviamo», dice Monique Veaute, direttore artistico del Romaeuropa Festival. Il sogno di Alessandro Baricco, di leggere l’Iliade tutta di seguito davanti a una grande platea, è riuscita ad esaudirlo. La lunga maratona dedicata al poema di Omero, che comincia venerdì prossimo alle 21 e terminerà domenica sera nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, ha esaurito le prenotazioni già da una decina di giorni. Per un totale di 6.600 posti.
«Sarà un reading lungo una dozzina di ore - spiega Baricco - diviso in tre serate. Una scena essenziale, costumi appena accennati, una fonica impeccabile. Su un grande schermo saranno proiettati i primi piani degli attori che leggono. L’idea è di provare a mettere la narrazione orale, forse addirittura la pura parola, al centro dell’attenzione e farne una forma di rito, di emozione collettiva, di spettacolo». Ma quale Iliade si potrà ascoltare all’Auditorium? Non quella che ci ricordiamo dai tempi della scuola, tradotta in endecasillabi da Ippolito Pindemonte, e neppure le più agevoli versioni in prosa pubblicate negli ultimi decenni. Per Baricco, leggere l’Iliade oggi e in pubblico, significava inevitabilmente riscriverla. Così ha preso la traduzione in prosa di Maria Grazia Ciani (si può trovare in libreria edita da Marsilio) e ha cominciato a lavorarci sopra. «Ho cercato di trarne un testo da poter leggere in un tempo ragionevole e con qualche possibilità di non esasperare la pazienza degli ascoltatori».
Per riuscirci ha dovuto fare una serie di interventi. Per prima cosa ha eliminato le ripetizioni, che nel testo omerico sono numerose. Poi, memore della lezione di Lukacs per il quale il romanzo è l’epopea del mondo disertato dagli dei, ha tagliato via tutte le apparizioni delle divinità. «Mi sono avvicinato all’Iliade - spiega - non per comprendere la civiltà omerica, ma per capire da dove vengo io. Gli dei sporcano la linea narrativa dell’Iliade. Sfilandoli via, Omero appare un narratore modernissimo». Un altro intervento riguarda lo stile. Più che un gergo da filologi, Baricco ha scelto un italiano vivo, eliminando «tutti gli spigoli arcaici che allontanano dal cuore delle cose». E poi ha cercato un ritmo, affidando a Giovanni Sollima la colonna sonora.
Ma l’intervento più evidente è quello effettuato sulla narrazione. Baricco racconta la guerra di Troia in prima persona scegliendo alcuni personaggi dell’Iliade e sostituendoli ad Omero. «Per lo più è una faccenda puramente tecnica - precisa - invece di dire che il padre prese la figlia tra le braccia, nel mio testo c’è la figlia che dice che il padre l’ha presa tra le braccia. Credo che questo cambiamento possa aiutare chi legge a non smarrirsi e chi ascolta a non addormentarsi».
Sul palco, dunque, oltre a Baricco che fa le parti di Nestore, Fenice e Priamo, ci saranno altri dodici dicitori: dall’autore satirico Stefano Benni che dà voce a Demodoco, a Paolo Rossi che veste i panni di Tersite, dallo scrittore Sandro Veronesi che interpreta Ulisse a Carolina Deregibus che presta la sua bellezza alla divina Elena. Con una sorpresa: ad interpretare Achille sarà una fanciulla, Carolina Felline. E con un finale diverso da quello del poema originale. Come si sa, l’Iliade finisce con la morte di Ettore e con la restituzione del suo corpo a Priamo. Non c’è traccia del cavallo di Ulisse e della caduta di Troia. Ma Baricco, pensando che fosse perfido non raccontare come quella guerra fosse poi finita, ha rubato dall’Odissea l’episodio in cui un vecchio aedo, Demodoco, canta la caduta di Troia davanti ad Ulisse e lo ha aggiunto ad alcuni passi di un libro che risale forse al quarto secolo dopo Cristo, «La presa di Ilio» di Trifiodoro.