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di Aldo Lastella
Data di pubblicazione: 19 marzo 2004


A Roma in tre serate lo scrittore spiega la Sinfonia n.40, con Brunello e Dall´Ongaro.


ROMA - Raccontare la musica. Alessandro Baricco, narratore ma anche intellettuale alla continua ricerca di sfide, ci riprova dopo aver portato in tv, con "L’amore è un dardo", le storie dell’opera lirica. Questa volta, al teatro Palladium di Roma, votato alla sperimentazione sotto l’ala dell’Università Roma Tre, Baricco tenterà di trasformare in materia narrativa nientemeno che la musica di Mozart. E la scelta di partenza è caduta su una delle sinfonie più citate e popolari del salisburghese, la n.40 K550, che almeno nel tema principale dell’Allegro d’apertura fa parte del bagaglio musicale, magari inconscio, di chiunque. L’opera di Mozart verrà raccontata, ed eseguita, in tre serate, tra oggi e domenica: sul palco del Palladium ci sarà lo scrittore torinese, affiancato dal compositore Michele Dall’Ongaro e dal violoncellista Mario Brunello; il quale si esibirà anche in veste di direttore dell’Orchestra d’Archi Italiana alla quale sarà affidato il compito di eseguire l’intera sinfonia domenica pomeriggio, al termine del ciclo di incontri.

«Ho cercato di costruire qualcosa che a me, quando avevo vent’anni, sarebbe piaciuta moltissimo» spiega Baricco «È vero che la musica classica richiede applicazione, ma in realtà la musica è un linguaggio così diretto che parla a tutti. La nostra intenzione è moltiplicare per tutti il piacere dell’ascolto. Anche per chi non segue la classica. Lo scopo degli incontri non è didattico, ma di condividere un piacere: godo di più se capisco di più».

Secondo la formula ormai rodata di incontri-spettacolo come “Totem”, Baricco e i suoi sodali seguiranno un canovaccio di temi da affrontare sui quali improvvisare gli interventi, anche accompagnati da intermezzi musicali. «Sarà una marcia di avvicinamento alla sinfonia per “occupare” il tempo prima dell’esecuzione. Uno dei temi sarà, per esempio, il tratto sentimentale ambiguo di Mozart, questione che mi indurrà a leggere il brano di un libro, sentimentalmente indefinito, o a far ascoltare un’aria di opera lirica».

L’iniziativa serve anche a sperimentare un nuovo o diverso modo di assistere a un concerto. «Credo che il pubblico della musica classica non ne possa più di se stesso. In questa forma, il rito del concerto ha ormai più di un secolo ed è incredibile che sia sopravvissuto così tanto senza cambiare. Ho visto, ad esempio, l’interesse del pubblico all’incontro, sempre al Palladium, con Katia Labèque e Victoria Mullova: la gente è rimasta per più di due ore e mezzo ad ascoltare le due artiste che raccontavano di sé, dei maestri, della propria vita e solo alla fine si sono esibite».

Se l’esperimento funzionerà è probabile che si trasformi in un’iniziativa più a lungo termine da portare nei teatri italiani. Su questo fronte, lo scrittore continua intanto a portare in giro le prove aperte della sua Iliade (sarà a Genova, Catanzaro e Campobasso), che sfoceranno in un’intensa tre giorni all’Auditorium di Roma a fine settembre (replica a Torino, Lingotto) con una dozzina di attori a leggere la ventina di capitoli dell’Omero riscritto da Baricco.