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Totem. L'ultima tournéeIn occasione della Fiera Internazionale del Libro di Torino, a maggio 2003, è uscito il nuovo cofanetto di Totem. L'ultima Tournée, nella collana Einaudi Stile Libero.

Il cofanetto si compone di un video e di un libro (intitolato 'Balene e Sogni', di cui è qui disponibile un estratto di Baricco) e, a differenza delle due precedenti VHS pubblicate da Rizzoli due anni fa, offre un punto di vista diverso sull'esperienza di Totem. 

Ecco alcuni contributi per saperne di più:

:: La scheda del cofanetto tratta dal sito Einaudi 
:: Un estratto dal libro: Una frase di Italo Calvino, di Baricco.
:: L'articolo di AB pubblicato su La Repubblica, e che anticipa alcuni brani tratti dal libro 'Balene e Sogni' (14/5/03)
:: L'intervista del Corriere della Sera a Baricco, in occasione della presentazione del cofanetto alla Feltrinelli di Milano (18/6/03)
:: Le foto di Baricco, Tarasco, Vacis e Moisio, scattate in occasione della presentazione del cofanetto alla Feltrinelli di Milano (18/6/03) - grazie Gioia!


Alessandro Baricco, Roberto Tarasco, Gabriele Vacis
Totem. L'ultima tournée 
Un libro e un video di 106'

Prima edizione: 2003 - Stile libero VIDEO
pp. 105, € 19 - ISBN 8806165070


«Le geografie cambiano. Forse
L'uomo senza qualità non è importante per sempre. Lo è stato per me, per la mia generazione, ma quando cominci a non riuscire a spiegarlo, quando senti che non ti credono, è meglio cercare di capire che cosa sta succedendo, qual è la nuova geografia che sta nascendo». 
Alessandro Baricco 


Il video 
Il film Totem. L'ultima tournée, di Lucia Moisio (prodotto da Valter Buccino per Harold & Motion Pictures), racconta «dall'interno» l'ultima stagione di Totem, tornato alla magia e al calore del teatro dopo gli spettacoli televisivi. Il film, sintesi di moltissime ore di girato con le tecnologie più moderne, ci restituisce dunque il Totem «definitivo», considerato dagli autori il più maturo ed emozionante, andato in scena in giro per l'Italia tra teatri, arene, centri culturali negli ultimi anni. A differenza delle riprese televisive, qui lo spettatore è al centro, e la macchina da presa lo trascina sul palco, ricreando la stessa emozione che a teatro. Nuovi, o eseguiti in nuova versione, sono anche i brani che compongono il film, da Canto della neve silenziosa di Selby jr, a Cyrano de Bergerac, a Saroyan, Italo Calvino, Rilke, Conrad, Céline, Omero, Guareschi, nonché Toro scatenato di Scorsese. 
Al fascino del film contribuisce molto la musica, con le «scenofonie» di Tarasco che si alternano a Mascagni, Garbarek, Mozart, Mertens e Bryars. 

Il libro 
Balene e sogni ha per sottotitolo Leggere e ascoltare. L'esperienza di Totem ed è composto da tre lunghi scritti in cui Baricco Tarasco e Vacis, riflettendo sulla straordinaria esperienza di Totem, tracciano in realtà una precisa mappa della posizione stessa della lettura e della letteratura nell'epoca di un vertiginoso cambiamento, che risveglia nella pagina scritta il fascino dell'antica origine orale. Che cosa vuol dire leggere in pubblico un testo, accompagnato da musiche, e come mai tanto successo? Il libro diventa così alla fine un «manuale di istruzioni» perché ognuno possa continuare, o ricreare, nella massima libertà, l'esperienza di Totem. 

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Una frase di Italo Calvino
di Alessandro Baricco


Al termine delle Città invisibili Italo Calvino immagina l'ultimo dialogo tra il Gran Kan Kublai e Marco Polo. Il Kan gli dice che tutto è inutile se l'ultimo approdo è la città infernale, dove ci risucchia la corrente. Ma Marco Polo non sembra credere a questa ineluttabilità. Risponde infatti a Kublai che «l'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà». L'inferno dei viventi è «quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme». 
E conclude, di fronte a un Kublai che immaginiamo certo perplesso, ma forse anche sollevato: 
«Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piú. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».
Ecco: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Questa frase di Calvino può essere un punto di partenza per raccontare questa nostra esperienza. Totem. 
Totem è uno di quei prodotti che hanno al proprio interno le istruzioni per l'uso: non prima, non separate dall'esperienza stessa che si sta svolgendo - come sarebbe se io dicessi attenzione perché questo è un brano di musica che è scritto cosí e cosí dunque va ascoltato cosí e cosí, a prescindere dal resto.
No. 
Prima non c'è niente.
Però, mentre passa, Totem ha all'interno la giustificazione del suo senso. Ce l'ha in molti punti.
Ce l'ha per esempio quando noi facciamo la «enciclopedia». Quando leggiamo e commentiamo l'Iliade e ci accorgiamo che la descrizione dello scudo di Achille serve anche a tramandare di padre in figlio alcune informazioni certe, di cui si è avuta esperienza, qual è la pelle migliore che si deve scegliere per costruire uno scudo robusto, per esempio, informazioni che non sarebbero altrimenti trasmissibili in una società come quella omerica, per cui si affida alla memoria poetica qualcosa di molto utile nella vita. 
Ecco, quando cerchiamo di mostrare come le narrazioni siano anche dei sistemi di tradizione del sapere, in realtà stiamo parlando molto anche di quella narrazione particolare che è Totem. 
In quei momenti stiamo ricordando al pubblico qual è il senso di ciò che si sta facendo. 
Uno dei punti in cui tiriamo fuori le «istruzioni d'uso» di Totem è sicuramente la frase di Italo Calvino.
Ciò che ci piace molto in questo brano non è tanto la sottolineatura sull'inferno - è molto pessimistica e non credo che né io né gli altri due, Roberto e Gabriele, abbiamo una idea così apocalittica di ciò che ci sta intorno -, però non ci sfugge che il mondo è un mondo che non ci piace, ci sembra butti via dei valori importanti e riduca l'esperienza a uno scherzo dell'esperienza, mentre dovrebbe essere qualcosa di molto più intenso e dotato di senso: che sia insomma un mondo che svende se stesso, questo lo pensiamo. Questo senso di dover resistere a un processo collettivo apparentemente irrefrenabile di svalutazione dell'esperienza dell'umano, questo lo pensiamo e lo possiamo condividere con Calvino.
Di sicuro ci veniva di condividere con grande esattezza, per usare il termine di Calvino, questa idea della cura. Non tanto cioè scatenare rivoluzioni e fare gesti eclatanti, quanto il paziente, minuscolo lavoro di cura di ognuno di noi, che si china su qualcosa di apparentemente non così significativo, non così importante - e come dice Calvino - lo fa durare.

In questo riconosco molto il mio modo di reagire a quello che vedo intorno a me - e probabilmente anche Gabriele e Roberto hanno lo stesso atteggiamento. 
Per noi, una delle cose su cui bisogna chinarsi è una pagina scritta, oppure tre minuti di musica, oppure una scena di Shakespeare, o l'inquadratura di un film. 
Non tanto la storia del cinema, o la letteratura, o il senso della letteratura. No. Quella pagina. Quella poesia che non avevo mai capito bene, allora mi chino e la faccio durare. Quella musica. A Totem - non in questa versione, perché era impossibile - una cosa che facevamo era che partiva un disco e si sentiva per quattro-cinque minuti una musica. Questo era il senso di far accadere qualcosa. Non si spiegava niente. Però c'era tutto un teatro che per quattro minuti non aveva niente da vedere, in un certo senso, e decideva di ascoltare.
E questo stringe secondo me il senso civile di Totem. Che ha altri sensi, certo. Però ha anche questo senso civile: di una resistenza piccola e ordinaria. Il chinarsi su una cosa apparentemente minuscola ma per noi importante. E farla durare.

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18 giugno 2003
Baricco e Vacis presentano il video di Totem


Quando il libro dà spettacolo
«È bellissimo condividere con il pubblico la passione della letteratura»


«I l teatro è come la boxe, o la sparatoria in un film western: uno di quei momenti in cui non puoi più tirarti indietro», parola di Alessandro Baricco, che oggi è a Milano per presentare video e libro sull’ultima tournée teatrale di «Totem», lo spettacolo realizzato con Roberto Tarasco e con Gabriele Vacis. 
«Adesso tutto questo è normale, siamo abituati all’idea di fare una serata a teatro in cui si legge un pezzo di libro - spiega Baricco -, ma allora non esistevano cose del genere. "Totem" è stata una ricerca, per 4 o 5 anni con Gabriele e Roberto abbiamo cercato di inventare un modo per far diventare teatro la memoria del nostro sapere».
Ne è nato uno spettacolo in cui Vacis e Baricco si alternavano sul palco nella lettura di testi letterari: letture integrali di «Cuore di tenebra» di Conrad o brani da Joyce, Céline o Gadda, Meneghello o Calvino, Saroyan o Guareschi. 
«Era diverso ogni sera», ricorda lo scrittore, «e nel tempo abbiamo scoperto molte cose, che ci hanno cambiato e hanno cambiato "Totem". Anche tecnicamente, perché andavamo in scena Gabriele e io, un regista e uno scrittore, e non riuscivamo, come fanno gli attori, a riprodurre sempre la stessa emozione. E quello che tirava più a fare spettacolo, ero io! E’ stato un lavoro bellissimo, riuscivamo a condividere la meraviglia per la letteratura con il pubblico. So che abbiamo generato tanta lettura, e tanta passione».
Oltre a trasmissioni tv, da cui sono stati tratti libri e video editi da Rizzoli nel 2000 e intitolati «Totem. Letture, suoni, lezioni», e varie tournée teatrali, fino al cofanetto ora edito da Einaudi: «Totem. L’ultima tournée», con un film per la regia di Lucia Moisio e un libro con il racconto dei tre protagonisti.
«Durante l’ultima tournée, che ha chiuso l’esperienza - afferma Baricco -, Lucia ci ha seguito in cinque città e ha realizzato il film. E per il libro, ci hanno "estorto" una lunga chiacchierata su quello che avevamo capito con l’esperienza di "Totem". Che si chiama così in realtà per un caso, perché all’inizio avevamo pensato di occuparci solo dei capolavori, per fare un "totem" della grande letteratura: poi non è stato così».
E per la presentazione di oggi? Lo scrittore e Vacis proporranno un piccolo «Totem» per il pubblico, magari qualche lettura, magari solo un assaggio? Ride, Baricco, e glissa: «Non so, no, penso che ci sforzeremo di parlare normalmente. Ma quella del reading, del teatro, per me è una passione che continua. A Roma, a settembre partirò con il progetto di un mega reading di 20 ore, ogni mese in luoghi diversi, al "Roma Europa Festival", lo stesso che ha ospitato le letture da "City" l’anno scorso. Proporrò la lettura integrale dell’Iliade».

Ida Bozzi

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