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Dopo la lunga esperienza teatrale con il bravissimo Eugenio Allegri (il cui 'Novecento' è disponibile in real audio qui), Novecento, il fortunato monologo teatrale pubblicato da Baricco nel 1984, ritorna in scena in un nuovo allestimento che vede protagonista Arnoldo Foà, sempre con la regia di Gabriele Vacis..
Le date della tournée:

:: Milano, Teatro Carcano, dal 26/11 al 6/12/2003
:: Roma, Teatro Eliseo, dal 9 al 14/12/2003

Di seguito vengono riportati alcuni contributi circa lo spattacolo:

:: l'articolo apparso sul Corriere della Sera, con l'intervista ad Armoldo Foà
:: la scheda dello spettacolo riportata sul sito del Teatro Eliseo di Roma
Al Teatro Carcano fino al 7 dicembre 

Arnoldo Foà «dice» il Novecento di Baricco 

di Livia Grossi
Corriere della Sera - Vivimilano, 26/11/2003

La vita di Novecento, il famoso pianista protagonista dell'omonimo romanzo di Alessandro Baricco, raccontata sottovoce, come in un sogno, da un grande maestro del teatro italiano, Arnoldo Foà. 
Il testo che ha fatto il giro del mondo, (in trattativa anche per una produzione in Usa e in Gran Bretagna), apprezzato sia dal pubblico teatrale con l'interpretazione di Eugenio Allegri, sia dai cinefili con «La leggenda del pianista sull'oceano» di Giuseppe Tornatore, torna sulle scene in una nuova versione, sempre firmata da Gabriele Vacis. Le musiche sono di Roberto Tarasco. 

«La prima volta — spiega il regista — era il Novecento, adesso siamo oltre il Duemila. Nel primo allestimento ho curato la musicalità del testo, ho cercato di capire quale era il suono. Ora mi sono occupato del senso, di che cosa vuole dire. Nel testo il protagonista nasce all'inizio del secolo scorso. Abbiamo cercato di intuire chi poteva essere il suo amico, l'attore che lo raccontava, e così abbiamo scoperto che doveva essere molto vecchio: una persona che fosse in grado di dire le cose più che di recitare». 
Dunque se Eugenio Allegri «era» Novecento, ora Foà «dice» il Novecento. Ecco una nuova anima per il protagonista, per quel solitario pianista, figlio dell'oceano, adottato dagli uomini della sala macchine di quella nave dove è stato trovato appena nato, e dalla quale non è mai sceso per trentadue anni. Restando là, al riparo dal mondo. Ora per lui c'è una nuova vita, rivissuta nel ricordo del suo amico più caro, il trombettista. 

«L'interessante è che il protagonista non esiste, non c'è», dice un brillante Arnoldo Foà, invidiabile con i suoi 87 anni. «Novecento — continua — è ricordato dall'amico con tanta intensità da diventare lui stesso, la sua stessa vita. Dovrò far capire chi è questo personaggio che mi ha colpito tanto da farmi invecchiare con il ricordo di sé». 
Una storia intima che commuove ancora «soprattutto i più giovani», afferma Foà: «Non pensavo che i ragazzi pensassero alla disperazione della vecchiaia, né che il pubblico fosse interessato a questa storia, con quella assurda guerra là fuori...ma forse una spiegazione c'è: si parla dell'inizio e della fine della vita. Questo in verità è Novecento».

NOVECENTO - fino al 7 dicembre al Teatro Carcano, corso di Porta Romana, 63. Ore 20.45, ingresso 20,50/27 euro. tel. 02.55.18.13.77 

Dal sito del Teatro Eliseo

Novecento di Alessandro Baricco è stato pubblicato in Italia nel settembre 1994 da Feltrinelli e ad oggi ha venduto un milione di copie. E' stato tradotto in tutta Europa, e in Giappone, Brasile, Argentina, Colombia, Canada e Israele. Nel giugno del 1994 al festival di Asti ha debuttato l'allestimento teatrale con la regia di Gabriele Vacis e l'interpretazione di Eugenio Allegri. Lo spettacolo ha realizzato circa 300 repliche in tre anni. Nel 1998 Giuseppe Tornatore realizza la versione cinematografica del testo con La leggenda del pianista sull'oceano. Adattato per la radio dalla BBC, è stato messo in scena con grande successo in tutto il mondo. Nell'agosto 2000 è stato prodotto dal Festival di Edimburgo un allestimento esclusivo in inglese e sono attualmente in corso trattative per una produzione negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. 

"Una delle cose che ci dicevamo anni fa, quando abbiamo iniziato questo lavoro, era: pensa a Novecento vecchio, con molti anni sulle spalle, con tutta una storia alle spalle… chissà come sarebbe, con quella voce, con quello sguardo, le mani, quella faccia…Così, per questa seconda edizione di Novecento abbiamo pensato: è la volta buona che cerchiamo di farlo meno giovanetto…
Alessandro Baricco 

“Questa è la seconda volta che metto in scena Novecento… La prima volta mi sono occupato della musica di quel testo, di cercare di capire qual era il suono. Adesso mi sono occupato del senso, di che cosa effettivamente vuol dire. La prima volta era il novecento, cioè era il secolo scorso. Adesso siamo oltre il duemila… Nel testo, Novecento, il protagonista, nasce all'inizio del secolo, allora abbiamo cercato di capire chi poteva essere il suo amico, l'attore che lo raccontava, e abbiamo scoperto così, con stupore, che doveva essere molto vecchio… allora abbiamo cercato una persona piuttosto anziana e non è stato semplice, perché cercavamo una persona che fosse in grado davvero di "dire" le cose, più che di "declamare" o di "recitare"… abbiamo pensato ad Arnoldo Foà, che è uno che veramente "dice"… 
Molti hanno amato il personaggio di Novecento incarnato da Eugenio Allegri, lui "era" Novecento… ecco, io penso che questi spettatori, se torneranno a vedere lo spettacolo, vedranno una nuova "anima" di Novecento, perché un personaggio - una storia - ha molte anime… e quello che cerchiamo di fare con questa nuova edizione è proprio tirargli fuori un'altra anima
.” 
Gabriele Vacis 

Novecento è un ricordo continuo di un qualche cosa che ha fatto vivere questo personaggio. Lo ha fatto vivere in corrispondenza, naturalmente, di quello che ricorda… E stranamente è come se lui non esistesse. Come se questo personaggio - Novecento - che lui ricorda con tanta intensità fosse… fosse lui stesso. E questo è quello che dovrò fare. Dovrò far capire chi è questo personaggio che mi ha colpito talmente da farmi addirittura invecchiare col ricordo di sé…Non sono più neanche ricordi suoi, è come se lui vivesse quello che ha vissuto il personaggio che sta ricordando. L'interessante di questa storia, è che il protagonista non esiste, non c'è. Il protagonista è ricordato, rivissuto… da me.” 
Arnoldo Foà