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di Giovanna Zucconi
Data di pubblicazione: 04/05/1999

Esce domani , il nuovo romanzo dello scrittore. Che per comunicare con il pubblico ha scelto di utilizzare solo la Rete.
E' il primo lancio pubblicitario fatto esclusivamente con il web, ma si incontrano da tempo molte grandi firme, come Eco, Camilleri e la Covito 

Ci sono quelli che ringraziano. Quelli che fanno giochi di parole: «Dopo Seta, citi City nel sito». Quelli che si emozionano, quelli che criticano («Una bella furbata. Si poteva andare fino in fondo e rendere disponibile il testo intero»), quelli che promettono di rifarsi vivi dopo aver letto il libro, e quelli che si fanno vivi subito per qualche riflessione fra colleghi: come Roberto Cotroneo, che dichiara «un po' d'invidia: tu puoi veramente tacere e far correre i tuoi libri per il mondo. Per me è più difficile, di tanto in tanto mi tocca parlare».

 Insomma, sono di tutti i tipi. Sono, soprattutto, tanti: un oceano, un mare di persone che si rivolgono ad Alessandro Baricco attraverso il sito Internet aperto per il lancio del suo nuovo romanzo, City (Rizzoli), in libreria da domani. All'indirizzo www.abcity.it chiunque può trovare il Prologo del romanzo; un forum aperto a tutti i lettori, dove fino da giovedì scorso sono cominciate ad affluire decine di e-mail, mentre nelle prime 2 4 ore i contatti sono stati ben 2.300; e una presentazione in cui Baricco spiega «tutto quello che ho da dire su City». Perché la premessa, e la promessa, è appunto che Baricco non dirà nient'altro sul suo libro. Non rilascerà interviste. Non parteciperà a dibattiti e presentazioni. Non concederà anticipazioni ai giornali. «Giusto queste righe, posate in questo posto che quasi non esiste, dedicate a chi le troverà», spiega lui. 
E precisa: «Non ho ancora capito bene in che modo, ma essere capaci di silenzio è una cosa che c'entra molto con l'essere onesti, se fai un mestiere come il mio. Se vi capiterà di leggerle, quelle pagine, potrete forse capire perché tutto quello che avevo da dire, su City, l'ho scritto qui, e da adesso me ne starò in silenzio. Già con gli altri libri mi è sempre sembrata una cosa vagamente disonesta parlare in pubblico di ciò che avevo scritto. Con questo, proprio non mi riuscirebbe di farlo. Quanto a sparire del tutto, non sono abbastanza onesto - o forte - per farlo. Mi spiace». 

Parlare soltanto una volta, attraverso un sito Internet, un «posto che quasi non esiste»: che lo faccia Baricco, uno che ha dedicato la sua scuola all'Holden di quel maestro della sparizione che è Salinger, non è davvero sorprendente. Per le strategie di promozione editoriale invece la novità c'è. È la prima volta che il lancio di un libro viene compiuto interamente attraverso un sito costruito apposta. Ed è la prima volta che un autore cavalca con tanto radicalismo la comunicazione via Internet. Finora, gli scrittori italiani erano presenti sul web in altro modo: attraverso home-pages autoprodotte, attraverso pagine su singoli libri in uscita, attraverso siti di carattere accademico o istituzionale, primi fra tutti quelli su Umberto Eco - che vanta da tempo l'onore di essere «indicizzato» nel motore di ricerca Yahoo - ma anche ad esempio su Pier Vittorio Tondelli (tondelli.comune.correggio.re.it); infine, attraverso siti promossi da fan club. Fra questi ultimi spiccano quelli dedicati ad Andrea Camilleri (70.000 contatti alle pagine su Un mese con Montalbano nel sito della Mondadori) da un gruppo di appassionati palermitani (www.angelfire.com/pa/camilleri); e a Valerio Evangelisti, autore cult di fantascienza (www.geocities.com/SunsetStrip/3980/eymetich.htm); mentre a Stefano Benni è riservata una «unofficial home page» (www.fabula.it/benni).

 Pionieri della comunicazione via web, senza disdegnare toni talvolta ammiccanti e autoapologetici, sono invece in prima persona Mario Biondi e Carmen Covito. Su joshua.micronet.it/italian/mariobiondi/letture.html, Biondi offre da anni un'enciclopedica rassegna di indirizzi musicali e letterari, nonché i suoi libri e articoli da scaricar e gratuitamente, dichiarando intenti libertari ma avvertendo: «Ricordati che in questa valle di inchiostro io campo di diritti d'autore. Compera qualche mio libro in libreria!». 
Carmen Covito teorizza così l'uso di Internet: «Ma che ci fanno ancora tanti scrittori chiusi nella torre d'avorio della letteratura pura e incontaminata? La contaminazione dei linguaggi, dei generi e delle conoscenze è ariosa e, qualche volta, esilarante». 
Piano piano, in molti stanno cominciando a raccogliere l'invito ad uscire dalla torre d'avorio attraverso l'autopresentazione della propria vita e opera, e nei casi migliori attraverso il dialogo via web: da Roberto Cotroneo (nel sito del suo editore Rizzoli, www.rcs.it/libri) a Lia Celi (www.clarence.com/home/ liaceli), da Nanni Balestrini (nannibalestrini.arsed.it) a Tonino Guerra (www.infotel.it/moon/pennabilli/toninoguerra.htm) e a Giulio Mozzi da anni «militante» con racconti, recensioni e un corso di scrittura nella rivista on-line Nautilus. 

L'elenco completo si trova anch'esso in rete, all'indirizzo www.alice.it. Intanto la Mondadori annuncia l'apertura, a giorni, di un sito su Luciano De Crescenzo (www.mondadori.com/decrescenzo) per il lancio del suo nuovo titolo. È forse un altro segnale, ac canto all'«operazione Baricco», che avere un sito non è più soltanto uno sfogo o uno status symbol, ma rientra con sempre maggior prepotenza nelle logiche commerciali e promozionali.