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Il titolo.
Era il titolo pensato per una trasmissione televisiva che parlava di capolavori di musica classica. Poi la trasmissione non si è fatta, ma il titolo è rimasto ad indicare un certo modo di raccontare la cultura. Alla prima occasione lo si è recuperato.
Autori.
Alessandro Baricco e uno scrittore. Gabirele Vacis fa il regista teatrale. Roberto Tarasco fa molte cose, ma quella che fa meglio è scegliere luci e suoni per spettacoli teatrali. Il Totem lo inventarono loro tre. In scena ci vanno solo Baricco e vacis, perché il mixer con Tarasco non si riesce mai a schiodarlo dalla platea.
Formato.
Totem è fatto in due serate, che non sono uguali: la seconda è la continuazione della prima. Questa è una cosa abbastanza difficile da far capire ai teatri, al pubblico ed alla stampa. Per cui spesso, la seconda sera ci si trova davanti ad un pubblico diverso da quello della sera
precedente. Il che per Totem non è l’ideale. Le serate durano dalle due alle tre ore. Dipende, per lo più dalla pazienza del pubblico.

L’idea.

L’idea di Totem è quella di raccontare alcune pagine, musiche, immagini, persone, storie che agli autori sembrano meravigliose, o importanti, o comunque da non dimenticare. Raccontarle può significare molte cose: a volte spiegarle, a volte portarle semplicemente sul palcoscenico, a volte ripeterle con tecniche curiose, a volte raccontarle proprio, letteralmente.
Di volta in volta l’unico scopo è ricreare l’emozione e la meraviglia che per gli autori sono legate a quelle schegge di cultura.

Esempi.

Per esempio a Totem passano Euripide, Gadda, il finale di Furore di Steinbeck, la morte di Schumann, qualche poesia di Gozzano, Romeo e Giulietta, Mozart, Ry Cooder, Carver, una lezione sull’Iliade, schegge di cinema di Dickens, il finale di Aspettando Godot, Springsteen, Woody Guthrie, Cyrano, Bartleby lo scrivano, tutta la storia di Cuore di Tenebra.
La scelta dei pezzi cambia ogni volta. Spesso si decide il giorno prima. Sulla scena si improvvisa: c’è una scaletta precisa, ma non c’è copione, di volta in volta si inventa Totem facendolo. E’ un po’ come suonare il jazz.

Ospiti.

Spesso sul palcoscenico di Totem compaiono musicisti, o attori, o lettori, o altri singolari personaggi. Baricco e Vacis provano a raccontare insieme a loro. Qualche volta funziona. Qualche altra no. Ma quando funziona è una meraviglia.

Storia.

Totem è andato in scena per la prima volta nel gennaio 1997. Lo si fa sette, otto volte l’anno. Di più no, se non diventa uno spettacolo teatrale fatto a memoria e non ha più senso. Se non si stupiscono gli autori facendolo, come potrebbero stupirsi quelli in sala? Nel dicembre 1998 Totem è andato in onda in televisione, in prima serata su Rai 2. Nell’ottobre 1999 è uscito un libro su Totem, fatto di fotografie e di testi in cui gli autori provano a spiegare qualcosa (Editore Fandango Libri). All’inizio del 2000, la RCS ha pubblicato le videocassette del Totem televisivo. Alle magliette non ci ha ancora pensato nessuno.